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  • Separazione.

    Separazione.

    Quante separazioni attraversiamo nel corso dell’esistenza. E quante di queste ci lasciano in frantumi così a lungo!

    La separazione esiste perché esiste il concetto di morte. E prima di lasciare definitivamente il corpo fisico noi sperimentiamo molte morti dentro noi stessi, a cominciare dalla morte di ciò che credevamo di essere fino a pochi istanti prima che il nuovo irrompesse in noi.

    Ma chi non ha provato almeno una volta la felicità assoluta di pensare come se le cose durassero per sempre?

    Il “per sempre” è divino, e se le cose durano per sempre il divino entra nella mia anima, ed io ne sono degno. Salvo poi scoprire, dolorosamente, che era solo un’illusione.

    Il “per sempre” non è un’illusione, proprio perché è un’energia divina, però, non può stare fissa in ciò che scorre. E la vita, la molteplicità dell’esperienza, il confronto con moltissime situazioni relazionali non sopportano la fissità.

    Il “per sempre” io posso trovarlo solo nella grazia del mio cuore, ed è lì che trovo il Divino.
    Il Divino vive in me quando è intatta e salva la gratitudine profonda per ciò che lascio andare, perché è grazie a ciò che lascio andare che io sono arrivato fino a qui, ed è grazie a ciò che lascio andare che posso proseguire con coraggio il mio cammino.

     

    Ecco alcuni versi della canzone di Vinicio Capossela “Ovunque proteggi”… sentirla è emozionante:

    “Ho sassi nelle scarpe
    e polvere sul cuore,
    freddo nel sole
    e non bastano le parole.

    Mi spiace se ho peccato,
    mi spiace se ho sbagliato.
    Se non ci sono stato,
    se non sono tornato.

    Ma ancora proteggi la grazia del mio cuore,
    adesso e per quando tornerà il tempo…
    Il tempo per partire,
    il tempo di restare,
    il tempo di lasciare,
    il tempo di abbracciare.

    Ovunque proteggi la grazia del mio cuore.
    Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore.”

  • Equanimità

    Equanimità

    Nel libro “Il Visconte dimezzato” un uomo viene diviso in due parti da una palla di cannone.

    Sfortunatamente questa divisione genera due mezzi esseri opposti: uno infinitamente cattivo, e l’altro infinitamente buono. Questi se ne vanno in giro per il paese, uno per fare azioni malvagie, l’altro azioni assolutamente buone e meritevoli. Ma tali azioni finiscono ben presto per diventare così esageratamente buone e così esageratamente cattive che entrambi diverranno due insopportabili scocciatori esattamente sullo stesso piano. Solo quando, per fortuiti eventi, i due mezzi visconti riescono a riunirsi, la comunità tira un sospiro di sollievo e si riprende il suo caro Visconte finalmente intero.

    Il Visconte Dimezzato è uno degli straordinari libri di Italo Calvino : ironico, esilarante, profondo, sagace, amorevole, come solo Calvino sa essere.

    Il messaggio è semplice quanto immenso: non serve pensare di voler essere buoni… occorre solo essere interi. L’Equanimità si fonda sul baricentro della propria interezza, ed essa è capace di non provare scandalo né giudizio per le proprie parti oscure, così come è capace di non identificarsi nelle sue parti meritevoli. Attraverso l’Equanimità l’uomo si guarda. Si accoglie per ciò che è. Senza sbalzi di umore emozionali, eppure con la capacità di conquistare progressivamente uno sguardo d’amore compassionevole. Perché sarà proprio grazie all’Equanimità che egli sarà capace di guardare con quello stesso sguardo chiunque incontri fuori di sé

    L’Amore sgorga da qui….
    come da una fonte di acqua purissima.