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  • Perché lo Sciamanesimo potrebbe davvero aiutarti

    Perché lo Sciamanesimo potrebbe davvero aiutarti

    Quell’affascinante e misterioso Sciamanesimo che ti sta chiamando

    Sei una persona che in questo tempo ha scelto di lavorare ad un diverso livello di profondità sulle proprie dinamiche più attanaglianti ed esistenziali. Questo e solo questo è il motivo del tuo peregrinare. Ma il tuo disagio è reale, il tuo dolore in certi momenti è davvero insostenibile o tale è il disagio delle persone intorno a te a cui vorresti donare aiuto. 

    Lo Sciamanesimo ti attira davvero tanto, percepisci una via. Ma magari al tempo stesso, ti sembra un po’ inquietante. Non vorresti trovarti a girare svestito intorno a un albero tra fumi di erbe ben poco identificate soffiate in modo bizzarro dal sedicente Sciamano 🙂

    Innanzi tutto puoi comprendere una cosa importante: uno Sciamano non ti dirà mai di essere tale. Non c’è il diplomino da Sciamano dopo aver fatto un corso della domenica. Tu potrai trovare, o potrai divenire tu stesso,  qualcuno che adotterà delle pratiche sciamaniche per sostenere le tue forze di  profondo risanamento e superamento dei nodi che ostacolano il  fluire. Sarà qualcuno che probabilmente ha iniziato il suo percorso in questa o in altre vite, ma che non cesserà mai di ricevere una formazione incessante e spesso severa da parte di forze spirituali che chiama Spiriti. Non li chiama così per darsi un tono e giocare. Li sente, li vede ed interagisce con essi. Non si tratta di un’interazione immaginifica, ma immaginale e l’immaginale è il luogo dove si affaccia il mondo sovrasensibile con cui il praticante sciamanico ha un’interazione concreta e costante durante la pratica.

    Il praticante sciamanico è stato innanzi tutto chiamato da queste forze spirituali, e ha trasformato presto la sua visione. Là dove prima c’erano nomi, archetipi, o incontri  con aspetti del proprio sé, ora c’è per lui un legame profondo e vivo con gli Spiriti. Egli ha imparato a cooperare con queste forze e l’ha fatto operando sempre più in una direzione che è assolutamente opposta alla manifestazione di se stesso. Egli diventa sempre più un osso cavo attraverso cui  le forze spirituali si palesano e mostrano vie di guarigione per altri. E’ un lavoro umile, che richiede un continuo smantellamento di sé ed un intento cristallino nel voler portare soccorso facendosi tramite.

    Gli Spiriti sono entità spirituali compassionevoli, ma non consentono alcun protagonismo ed egotismo.  Sono Forze che spesso chiedono al praticante sciamanico una continua rinuncia di sé, delle proprie convinzioni, delle proprie aspirazioni, dei propri attaccamenti. E lo chiedono  senza troppi complimenti, perché la vocazione all’aiuto da parte del praticante sciamanico deve essere risvegliata di continuo, e non può mai andare ad alimentare le forze egoiche. Qualora accadesse irrimediabilmente il praticante sciamanico perderebbe ogni  aiuto da parte di queste forze spirituali.

     

    Tu puoi fidarti del la tua voce più profonda che ti conduce verso lo Sciamanesimo. Puoi sentire il tuo cuore, perché probabilmente le forze spirituali compassionevoli che guideranno gli interventi sciamanici  sono le stesse che ti stanno sussurrando di percorrere questa via.

    Soprattutto puoi cominciare ad identificare uno o più elementi di quegli stati, in te o nelle persone vicino a te, che forse hai tradotto più volte come aspetti provenienti da cause esterne oppure come aspetti prettamente fisici o psicologici.

    Ci sono segnali che potrebbero indicarti con chiarezza quanto un intervento sciamanico, o una preparazione sciamanica, potrebbe esserti d’aiuto:

    • Perdita di forza, apatia, malinconia.
    • Dispersione e difficoltà a mantenere la presenza
    • Traumi che fanno sentire la propria eco senza risoluzione
    • Buchi di memoria rispetto a ricordi dopo i cinque anni
    • Bisogno continuo di colmare un vuoto
    • Sensazione di sentirsi imprigionati in una tela di ragno
    • Difficoltà a liberarsi da dipendenze emotive e fisiche
    • Sensazione di non essere liberi come se qualcun altro si impadronisse della tua volontà
    • Aspetti ripetitivi di certe dinamiche
    • Sogni ricorrenti

    Questi e altri stati potrebbero essere affrontati da potrebbero essere soccorsi dallo Sciamanesimo, con interventi volti sostanzialmente al recupero della forza.

    Il Recupero della Forza

    L’azione sciamanica soccorre proprio attraverso il recupero della forza. Questo aspetto è molto importante. Il processo non è analitico, non volge ad identificare le cause di un disagio ripercorrendo i vissuti biografici della persona.

    L’intervento sciamanico apre uno spazio sacro in cui le forze dell’universo possano apportare guarigione e tale spazio verrà richiuso opportunamente al termine del rituale. L’operatore sciamanico mette a disposizione certamente strumenti e tecniche diverse, ma queste sono volte sempre a permettere l’intervento delle forze di luce affinché, con la loro azione compassionevole, operino guarigione. Quando questo avviene c’è un’evidente recupero della forza, come se essa fosse stata sottratta ottenebrando la vita di una persona attraverso tanti effetti diversi la cui causa prima, paradossalmente, non è più importante.

    Molto spesso l’origine delle nostre afflizioni esistenziali è semplicemente una condensazione energetica che diventa in noi una vera e propria intrusione. La fragilità fisica ed emotiva diventa inoltre terreno facile per attacchi ulteriori da parte di forme energetiche che possono insediarsi in modi diversi presso di noi, indebolendoci sempre di più.

    Se perciò hai sentito il richiamo di un intervento sciamanico, o stai sentendo il richiamo di formarti tu stesso come praticante Sciamanico,  forse ti stai avvicinando ad un modo nuovo di guardare le cose, e molto probabilmente stai per incontrare qualcosa che davvero può aiutarti molto profondamente.

    Se hai bisogno di parlare con me scrivimi.

     

     

  • 2 Novembre: ricordarci di Ricordare

    2 Novembre: ricordarci di Ricordare

    Lasciare andare qualcuno che abbiamo perduto è spesso una cosa molto difficile.  Talvolta storditi dal lutto non capiamo nemmeno come si possa superare quel dolore cocente.

    Si dice che il tempo cancella tutto, ma forse proprio il tempo e l’oblio diventano la nostra malattia separativa, quella che non ci fa cogliere quanto sia importante la comunione con chi non è più sulla terra. Certo la Vita è più forte di tutto e dopo tanta disperazione per una separazione accade che rimuovere è il modo che troviamo per non riaccendere il senso del vuoto e la nostra disperazione.

    Che senso ha un giorno come il 2 Novembre dedicato ai defunti? Serve davvero ricordare i nostri defunti e solo quel giorno?

    Il 2 Novembre può essere un giorno importante per ricordarci di ricordare, che etimologicamente significa “portare di nuovo nel cuore”. Questo giorno  ci sussurra che solo mantenendo un ponte costante fra il mondo Visibile e il mondo Invisibile possiamo realmente entrare nella gioia dell’Opera Spirituale comune.

    Chi ha lasciato il corpo fisico sta vivendo un intenso processo spirituale oltre la barriera del Visibile e vede ora le cose alla luce di altri occhi. Ma ha tanto bisogno di noi. Ha bisogno di sentire che ciò che ora Vede noi possiamo percepirlo e lavorare collaborando con lui perché si attui in terra la Bellezza dello Spirito.

    Lasciare andare i nostri cari significa proprio cooperare con loro da Realtà distanti solo in apparenza. Significa ricordarli con il cuore traboccante di gratitudine per la strada percorsa insieme e per quella che percorreremo ancora.  Significa confidare nel processo sublime che li ha portati a concludere la loro missione sulla terra prima di noi, con la certezza e la fiducia di un reciproco sostegno non soltanto per il percorso di ognuno, ma per la Realizzazione stessa del vero più alto Bene dello Spirito.